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Nell’estate 2020 la voglia di tornare in contatto con la natura incontaminata ha avuto la meglio su ogni altra tipologia di vacanza. In questo momento particolarmente difficile per il turismo, le località dell’appennino tosco-emiliano hanno saputo valorizzare la bellezza del proprio territorio proponendo attività all’aria aperta capaci di coniugare la pace e il divertimento. Proprio a partire da questi ingredienti, tra lo scorso 4 luglio ha inaugurato il Green Point Km 0 al Cavone, nel Parco Regionale del Corno alle Scale – Comune di Lizzano in Belvedere (BO), punto di promozione delle eccellenze del territorio con possibilità di noleggio e-bike e tour guidati lungo i sentieri dell’appennino.

L’iniziativa ha riscontrato un boom di presenze, tanto che i tour - che avrebbero dovuto concludersi il 23 agosto - sono stati prolungati fino a fine mese. La chiave del successo ci è stata raccontata da Massimo Caravita di Bologna Valley, associazione promotrice del progetto, e Presidente Fiavet Emilia Romagna e Marche (Federazione Italiana Associazioni Imprese di Viaggi e Turismo). La Fiavet è l’associazione di categoria per antonomasia delle agenzie di viaggio e più in generale delle imprese turistiche, per questo ne abbiamo approfittato per fare anche il punto della situazione del turismo in Italia, fortemente minacciato dalla pandemia di Coronavirus.

Parliamo innanzitutto degli e-bike tour al Corno alle Scale: è stata un’iniziativa che ha unito sport e turismo, e si è svolta in questa estate post emergenza Covid-19. Quali sono stati i punti di forza di questa proposta?

L’iniziativa ha seguito una ricetta vincente. Abbiamo puntato sulle attività outdoor intercettando il trend post lockdown. Il desiderio delle persone di entrare in contatto con la natura era forte già in precedenza e con l’emergenza Covid-19 si è rafforzato ancor di più. Nella zona immediatamente limitrofa al Corno alle Scale mancava un servizio di noleggio e-bike e quindi abbiamo presidiato un’area in cui c’era richiesta. Inoltre, abbiamo unito turismo ed enogastronomia valorizzando le eccellenze del territorio: sono state coinvolte alcune aziende agricole locali per offrire ai partecipanti la possibilità di gustare i prodotti tipici dell’appennino tosco-emiliano.

Il cicloturismo è un’esperienza che magari scoraggia chi non è abituato alla guida della bici fuoristrada. È effettivamente così? È un’attività comunque praticabile anche dai principianti?

Con le e-bike è stato possibile per chiunque fare questo percorso, hanno partecipato bambini accompagnati dai genitori, famiglie e anche persone più anziane. Le bici a pedalata assistita hanno dato forza a chi di forza non ne ha a sufficienza, infatti la platea di partecipanti ai tour è stata molto eterogenea.

Data l’attuale morsa sulle discoteche e le restrizioni a eventi e spettacoli, anche i ragazzi più giovani stanno riscoprendo un nuovo tipo di turismo?

Assolutamente sì, ai tour hanno partecipato tantissimi giovani. Alcuni avevano già preso parte a questo tipo di attività e volevano replicare l’esperienza su quel territorio, altri non avevano mai noleggiato una e-bike e volevano provare.

Tra le proposte degli agenti di viaggio si notano sempre più pacchetti che offrono vacanze immerse nella natura. Quali sono le altre tipologie di vacanza “del futuro”?

Dipende intanto da cosa vuol dire futuro! Nell’immediato quello che vincerà sarà il turismo di prossimità, lo stesso leitmotiv di questa estate si ripeterà nell’autunno/inverno 2020-2021. Non sappiamo ancora cosa aspettarci per la prossima primavera, se un ritorno alla “normalità” o meno. Di fatto i trend per cui era prevista una crescita già qualche anno fa, confermata tuttora, sono quelli delle attività outdoor e delle vacanze naturalistiche, all’aria aperta. Per effetto cocooning (il chiudersi nel proprio bozzolo, la ricerca di sicurezza all’interno del proprio nido) c’è stata anche una forte accelerazione nella richiesta di vacanze in appartamento, a discapito dei soggiorni in hotel. Mentre i trend in fortissima crescita che si sono arrestati con questo periodo di emergenza sono quello delle città d’arte e delle vacanze in piccoli gruppi (7-8 persone). Ora ci si rinchiude nel proprio nucleo familiare, per sentirsi più sicuri ma anche per una diversa e ridotta capacità di spesa.

Allacciandoci a questo punto, gli strumenti per la ripartenza del turismo ideati dal Governo, come il bonus vacanze, hanno effettivamente contribuito ad un rilancio?

In una singola parola la risposta sarebbe no, per un semplice dato: sul totale dei 2,4 miliardi stanziati dal governo per il bonus vacanze, finora soltanto l’8% - circa 200 milioni - è stato effettivamente speso (dati Confindustria). Secondo me, però, in parte ha aiutato, soprattutto gli alberghi. Sono state escluse dal bonus tutte le attività turistiche non imprenditoriali, come l’affitto di appartamenti, e in parte anche le agenzie di viaggio (potevano usufruire del bonus vacanze solo gli albergatori con codice Ateco 55). Il target di riferimento dei beneficiari è stato enormemente limitato fissando il reddito ISEE massimo dei nuclei familiari a 40.000 euro, quando circa l’80% degli italiani ha una casa di proprietà. Tutte queste limitazioni ne hanno soffocato l’utilizzo. In passato, con buoni riscontri, è già stato usato il bonus vacanze per destagionalizzare i flussi turistici, quindi non è uno strumento sbagliato, è stato semplicemente troppo limitato. Ora vedremo dove e come verranno reintegrati gli oltre 2 miliardi rimasti a disposizione.

Qualche dato sull’attuale situazione del turismo in Italia (numeri dell’estate)?

Dati significativi sono l’80% in meno di turisti stranieri, mentre gli alberghi che hanno aperto mediamente si sono riempiti al 50% e con un fatturato ulteriormente ridotto dall’esigenza di dover abbassare i prezzi.

Quindi c’è stato un abbassamento dei prezzi? Perché a inizio estate, al contrario, sembrava esserci un aumento.

Esatto, a inizio estate è stato esattamente il contrario, soprattutto per certe destinazioni come Sardegna e Puglia. I prezzi poi sono stati rivisti, perché luglio è stato un mese fiacchissimo. È andata un po’ meglio in montagna, dove la riduzione media del fatturato è stata del 20-30%, mentre al mare c’è stato un calo tra il 40-50% e nelle città d’arte tra il 70-80%. È stato sicuramente un anno tragico per il turismo. In Emilia Romagna e Marche, dove la disintermediazione turistica è forte - cioè ci si rivolge direttamente all’albergo – le agenzie di viaggio hanno subito un calo di fatturato dell’80-90% rispetto all’anno precedente.

A livello regionale, in che modo si sta lavorando sulla valorizzazione del territorio? E al momento quali sono i risultati?

Quest’anno si è intelligentemente lavorato sulla valorizzazione del “territorio verde”, in primis nelle località dell’appennino, seguendo la spinta naturale che ha avuto il turismo verso queste mete. Nelle località marittime si è fatta un’anacronistica attività di promozione con testimonial (tra cui Paolo Cevoli e Michelle Hunziker) che io ho contestato poiché si sono usate le stesse modalità di promozione del territorio pre-Covid. Sull’appennino, invece, sono state portate avanti delle iniziative più territoriali, non coordinate dalle Regione e dall’APT (Azienda di Promozione Turistica). I territori montani hanno intercettato in maniera abbastanza positiva l’onda di questo particolare periodo - soprattutto località come Lizzano in Belvedere, il Corno alle Scale, San Benedetto Val di Sambro - hanno organizzato diverse attività e abbiamo riscontrato alberghi e case vacanze piene. Anche qui abbiamo percepito molto l’effetto cocooning, la ricerca da parte dei turisti di appartamenti e villette in modo tale da poter decidere e controllare con quali persone interagire. Questi trend potrebbero ripetersi anche il prossimo anno, quindi speriamo di intercettarli ancora meglio.