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Dopo 9 anni, l’Italia è di nuovo in finale agli Europei. Ieri sera a Wembley l’Italia ha vendicato la sconfitta contro la Spagna del 2008 e della finale 2012.

1-1 dopo i supplementari, 5-3 dopo i calci di rigore. Un’abbondante dose di passione travolgente e sintonia, concentrazione e coraggio q.b. e un pizzico di fortuna: questi gli ingredienti della ricetta vincente che ieri ha portato gli azzurri a vincere alla vecchia maniera.

Nelle prime quattro partite, l’Italia aveva incontrato squadre di livello inferiore. Nei quarti si era battuta contro una grande nazionale come il Belgio, ma con attitudine differente, pronta a concedere il possesso che l’Italia non ha più lasciato.

Con la Spagna è stato diverso: novanta minuti, che poi sono diventati centoventi, di sofferenza. Per la prima volta nazionale ha incontrato una formazione simile che, come la nazionale di Mancini, ama comandare il gioco.

Il primo gol arriva poco prima dell’entrata di Berardi, il cui cambio naturale sarebbe stato Chiesa che sorprende tutti e a pochi secondi dalla sostituzione, riceve un contropiede lanciato da Donnarumma e segna.

La Spagna è furiosa e, a dieci minuti dalla fine, Morata approfitta di un buco in difesa per divorare il pareggio e mandare la partita ai supplementari. Un’altra mezzora di agonia, con un gol di Berardi che viene decretato subito fuorigioco.

Poi, i rigori. Al quarto sbaglia Morata, quello decisivo lo segna Jorginho. Così l’Italia batte la Spagna e vola in finale agli Europei. Adesso gli azzurri aspettano la loro sfidante per il titolo, domenica 11 luglio giocheranno contro Inghilterra o Danimarca per completare la missione.

Un clima di festa anima strade e piazze di tutto lo stivale come non succedeva da tempo. Per gli italiani, dopo oltre un anno di limitazioni e distanziamento, questo risultato va oltre la vittoria sportiva; è l’occasione per celebrare l’orgoglio per le proprie radici, sentendosi nuovamente parte di una sola, grande famiglia.