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Mancano ancora pochi giorni a Sanremo e sembra già tutto pronto per l’occasione. In questi ultimi giorni le novità circa i concorrenti in gara e sulle loro canzoni spopolano sui social. Sulle riviste specializzate sono usciti tutti i testi delle canzoni che ci accompagneranno in questa 71° edizione del Festival e attirano particolarmente l’attenzione due artisti in gara: Willie Peyote e i Coma Cose.

Willie Peyote: Mai dire mai (la locura)

Willie è il senza dubbio uno dei più probabili candidati al premio della critica del festival di Sanremo. L’artista torinese ha infatti scelto di esibirsi a Sanremo con un brano di critica sociale contro l'industria musicale italiana. Il titolo del brano è un chiaro riferimento alla serie televisiva Boris, con protagonista Francesco Pannofino, il riferimento voluto fonda sulla critica sociale del brano nascosta da un arguta ironia come accade nella serie. Come afferma il rapper di Torino:

Porto sul palco la battaglia per le riaperture, non avrei potuto prescindere dal tema delle riaperture, perché è la cosa che mi tocca di più, sia a livello professionale che umano: io, i miei musicisti, abbiamo bisogno di tornare a suonare, è il motivo per cui facciamo questo lavoro.

Willie Peyote critica soprattutto il fatto che sono stati riaperti gli stadi, anche se ancora senza pubblico, ma non i teatri né i live. Infine l’artista racconta della grande stima che prova per il collega che duetterà con lui durante la terza serata, ovvero Samuele Bersani, oltre ad esprimere l’enorme felicità ed emozione per cantare Giudizi Universali.

Il testo

Mai dire mai (la locura) di W. Peyote - C. Cavalieri D’Oro - D. G. Bestonzo - G. Petrelli, Ed. Sugarmusic/Turet/Gorilla Publishing, Milano - Torino

“Questa è l’Italia del futuro, un paese di musichette mentre fuori c’è la morte”

Ora che sanno che questo è il trend tutti ‘sti rapper c’hanno la band

Anche quando parlano l’autotune, tutti in costume come gli X-men

Gridi allo scandalo, sembrano Marilyn Manson nel 2020

Nuovi punk vecchi adolescenti, tingo i capelli e sto al passo coi tempi

C’è il coatto che parla alla pancia ma l’intellettuale è più snob

In base al tuo pubblico scegliti un bel personaggio, l’Italia è una grande sit-com

Sta roba che cinque anni fa era già vecchia ora sembra avanguardia e la chiamano It-pop

Le major ti fanno un contratto se azzecchi il balletto e fai boom su Tik-tok

Siamo giovani affamati, siamo schiavi dell’hype

Non si vendono più i dischi tanto c’è Spotify

Riapriamo gli stadi ma non teatri né live

Magari faccio due palleggi, mai dire mai

Siamo giovani affermati, siamo schiavi dell’hype

Non ti servono i programmi se il consenso ce l’hai

Riapriamo gli stadi ma non teatri né live

Magari faccio due palleggi, mai dire mai

Mai dire mai, mai dire mai

Mai dire mai dire mai dire mai dire mai

Ora che sanno che questo è il trend tutti che vendono il culo a un brand

Tutti ‘sti bomber non fanno goal ma tanto ora conta se fanno il cash

Pompano il trash in nome del LOL e poi vi stupite degli Exit poll?

Vince la merda se a forza di ridere riesce a sembrare credibile

Cosa ci vuole a decidere “tutta ‘sta roba c’ha rotto i coglioni?”

Questi piazzisti, impostori e cialtroni a me fanno schifo ‘sti cazzi i milioni

“le brutte intenzioni…” che succede? Mi sono sbagliato

Non ho capito in che modo twerkare vuol dire lottare contro il patriarcato

Siamo giovani affamati, siamo schiavi dell’hype

Non si vendono più i dischi tanto c’è Spotify

Riapriamo gli stadi ma non teatri né live

Magari faccio due palleggi, mai dire mai

Siamo giovani affermati, siamo schiavi dell’hype

Non ti servono i programmi se il consenso ce l’hai

Riapriamo gli stadi ma non teatri né live

Magari faccio due palleggi, mai dire mai

(Mai dire mai) non so se mi piego non so se mi spezzo

(Mai dire mai) non so se mi spiego, dipende dal prezzo

(Mai dire mai) lo chiami futuro ma è solo progresso

(Mai dire mai) sembra il Medioevo più smart e più fashion

(Mai dire mai) se è vero che il fine giustifica il mezzo

(Mai dire mai) non dico il buongusto ma almeno il buonsenso

(Mai dire mai) ho visto di meglio, ho fatto di peggio

(Mai dire mai) ecco, tu dì un’altra palla se riesco palleggio

Siamo giovani affamati, siamo schiavi dell’hype

Non si vendono più i dischi tanto c’è Spotify

Riapriamo gli stadi ma non teatri né live

Magari faccio due palleggi, mai dire mai

Siamo giovani affermati, siamo schiavi dell’hype

Non ti servono i programmi se il consenso ce l’hai

Riapriamo gli stadi ma non teatri né live

Magari faccio due palleggi, mai dire mai

Mai dire mai, mai dire mai

Mai dire mai dire mai dire mai dire mai

Mai dire mai, mai dire mai

Mai dire mai dire mai dire mai dire mai

Coma Cose: Fiamme negli occhi

Un altro debutto molto atteso dai fan è quello dei Coma Cose, una coppia sia nella carriera musicale sia nella vita privata, formata da Fausto Lama (aka Fausto Zanardelli) e California (aka Francesca Mesiano). Il duo nelle loro canzoni ha sempre raccontato la realtà con temi di vita quotidiana ma spesso taciuti, come la solitudine, la tristezza e la rabbia di gruppi sociali più emarginati. La canzone in gara al Festival di Sanremo di quest'anno è però diversa dai temi trattati solitamente. Come esprime il duo:

Fiamme negli occhi è una fotografia della nostra storia, forse della storia di molti. È una canzone che parla di restare insieme anche di fronte agli ostacoli. La nostra vita, i nostri sogni, la musica per noi sono un viaggio da percorrere insieme e a volte c'è bisogno di urlarselo in faccia. Crediamo a un percorso di condivisione e crescita reciproca, speriamo che anche altre persone si rivedano in tutto questo.

La canzone parla di una relazione d’amore talmente forte da superare ogni limite e ogni difficoltà che si pone davanti, rimando insieme qualunque cosa accada.

Il testo

Fiamme negli occhi di F. Zanardelli - F. Mesiano - F. Dalè - C. Frigerio - F. Zanardelli, Ed. Warner Chappell Music Italiana, Sony Music Publishing (Italy)/Asian Fake - Milano

Quando ti sto vicino sento

Che a volte perdo il baricentro

E ondeggio come fa una foglia

Anzi come la California

Metà sono una donna forte

Decisa come il vino buono

Metà una Venere di Milo

Che prova ad abbracciare un uomo

E anche se qui c’è troppa gente

Io me ne fotto degli altri

E te lo dico ugualmente

Resta qui ancora un minuto

Se l’inverno è soltanto un’estate

Che non ti ha conosciuto

E non sa come mi riduci

Hai le fiamme negli occhi ed infatti

Se mi guardi mi bruci

Quando ti sto vicino sento

Che a volte perdo il baricentro

Galleggio in una vasca piena di risentimento

E tu sei il tostapane che ci cade dentro

Grattugio le tue lacrime

Ci salerò la pasta

Ti mangio la malinconia

Così magari poi ti passa

Mentre ondeggi come fa una foglia

Anzi come la California

Resta qui ancora un minuto

Se l’inverno è soltanto un’estate

Che non ti ha conosciuto

E non sa come mi riduci

Hai le fiamme negli occhi ed infatti

Se mi guardi mi bruci

Resta qui e bruciami piano

Come il basilico al sole

Sopra un balcone italiano

Che non sa come mi riduci

Hai le fiamme negli occhi ed infatti

Se mi guardi mi bruci

Se mi guardi mi bruci

Se mi guardi mi bruci

Se mi guardi mi bruci

Mi bruci

Mi bruci

Se mi guardi senti.