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Dal 29 ottobre al 7 novembre Gender Bender torna a Bologna per la 24esima edizione del festival.

Bologna torna ad essere attraversata da corpi, immagini, parole e nuove forme di relazione con la 24ª edizione di Gender Bender Festival. Prodotto da Il Cassero LGBTQIA+ Center, il festival da oltre vent'anni porta in città artistə internazionali e costruisce uno spazio di confronto intorno a corpi, generi, identità e differenze, attraverso un programma che attraversa danza, performance, incontri, workshop, mostre e party.

Per questa nuova edizione, il direttore artistico Mauro Meneghelli sceglie una parola precisa: popolare. Non intesa come contrapposizione tra cultura alta e bassa, ma come desiderio di costruire un festival aperto, partecipato e capace di parlare a chiunque. Un invito a vivere l'arte attraverso i sensi e le sensazioni, partendo da temi che riguardano la vita di tuttə: desiderio, relazioni, vitalità e mortalità dei corpi.

La danza al centro di Gender Bender 2026

Come nelle precedenti edizioni, è la danza contemporanea a rappresentare il cuore del festival. La programmazione riunisce artistə provenienti da Italia, Francia, Iran, Svizzera, Paesi Bassi, Cipro, Norvegia e Lettonia, mettendo a confronto linguaggi, estetiche e pratiche molto differenti.

Tra gli appuntamenti più attesi c'è HA di Jana Jacuka, in programma il 30 ottobre al Teatro San Leonardo e in replica il 31 ottobre alle 22:00 nella stessa location. La performer lettone utilizza corpo e voce come strumenti coreografici, spingendo la vocalità verso territori estremi attraverso growl, fra stream e altre pratiche che trasformano la voce in una vera estensione fisica del corpo.

Sempre il 30 e 31 ottobre, nei sotterranei di Palazzo Bentivoglio, gruppo nanou presenta redrum, un'istallazione coreografica ispirata a Shining. Qui il pubblico può muoversi liberamente nello spazio e decidere quando entrare e quando uscire, diventando parte di un'esperienza costruita tra danza, architettura, memoria e immaginario.

Il 31 ottobre arriva, inoltre, la prima nazionale di Of the Heart - An etude di Armin Hokmi, un assolo che parte dal battito del cuore per indagare la relazione tra ritmo, corpo e movimento. La stessa giornata vedrà protagonista Silvia Gribaudi presso la sala Leo de Berardinis dell'Arena del Sole con Suspended Chorus, spettacolo che mette al centro la vitalità del corpo e della danza.

Tra gli appuntamenti della seconda parte del festival spicca MANIFESTUS di Jacopo Jenna, costruito intorno al gesto delle mani e ai codici della street dance, dal cutting al voguing, dal fingering al flexing. Il 7 novembre sarà inoltre la volta di RISE, nuova creazione di Daniele Ninarello, che al Cassero esplora il rapporto tra l'individuo e la collettività attraverso cinque corpi in movimento accompagnati dalla musica live di Dan Kinzelman.

MANIFESTUS - photographed by Nicoletta D'Andrea

Il cinema di Gender Bender 2026

La programmazione cinematografica amplia lo sguardo del festival, portando a Bologna film internazionali che raccontano identità, memoria, relazioni e trasformazioni attraverso linguaggi differenti.

Tra gli appuntamenti dedicati al cinema spicca la doppia proiezione della regista francese Céline Sciamma, che sarà presente al Cinema Modernissimo per introdurre personalmente entrambi i lavori. Dalle 20:00, il pubblico potrà assistere a This Is How a Child Becomes a Poet, un intenso cortometraggio che esplora il mondo e la poesia di Patrizia Cavalli. A seguire, TUTTI FRUTTI, un saggio cinematografico che riflette sulla pratica del cinema in solitaria e sulle possibilità creative che nascono dal rapporto diretto tra autrice, macchina da presa e realtà.

L'apertura del 29 ottobre al Cinema Lumière è affidata a Move Ya Body: The Birth of House di Elegance Bratton, documentario che ripercorre la nascita della house music nell'underground queer e nero di Chicago. Il film racconta come il dancefloor sia diventato uno spazio di libertà ed emancipazione per comunità queer, nere e femminili, ricostruendo il ruolo di figure fondamentali come Vince Lawrence e Jesse Saunders.

Il 30 ottobre arriva invece Feito Pipa (Gugu's World) di Allan Deberton, storia di formazione ambientata tra l'infanzia di Gugu, il rapporto con la nonna e la ricerca di sé. Un racconto intimo che affronta crescita, famiglia e identità attraverso lo sguardo di un giovane protagonista.

Feito Pipa (Gugu's World) - Allan Deberton

Tra le proposte della rassegna c'è anche La face cachée de la terre (The Hidden Face of the Earth) di Arnaud Alain, in prima nazionale il 31 ottobre, che segue un fotografo alle prese con la progressiva perdita della vista e con la necessità di ripensare il proprio rapporto con le immagini.

Il 6 novembre sarà invece proiettato in prima nazionale Downtown di Michiel van Erp, film che intreccia due momenti temporali per raccontare l'amicizia di tre uomini gay, dalla Amsterdam del 1989 alla pandemia di Covid-19, tra memoria, desideri, perdite e possibilità di riconciliazione.

Il cinema torna protagonista anche il 7 novembre con AGE – Come sente il presente di Bruno Leggieri, documentario dedicato al processo creativo dello spettacolo AGE di CollettivO CineticO e al gruppo di adolescenti che ne sono protagonisti. La presentazione del film sarà accompagnata dalla presenza del regista Bruno Leggieri e di CollettivO CineticO.

Incontri, libri e workshop: il festival come spazio di confronto

Gender Bender non si limita agli spettacoli. Il programma costruisce anche occasioni di incontro tra pubblico, artisti, scrittori e ricercatori, trasformando il festival in uno spazio di discussione sui temi che attraversano la contemporaneità.

Il 29 ottobre, al MAMbo, Uscire Fuori! porta al centro la fotografia come strumento di testimonianza, visibilità e resistenza per la memoria queer italiana, partendo dalla storia del FUORI! e dal suo archivio fotografico.

Tra gli appuntamenti della settimana c'è anche Prima di ogni cosa, incontro dedicato al libro di Chiara Bersani, Flavia Dalila D'Amico e Giulia Traversi, che affronta abilismo, accessibilità e precarietà nel mondo delle arti performative attraverso una prospettiva crip.

Il programma propone inoltre workshop rivolti a pubblici diversi. Tra questi Disobeying Voice, laboratorio condotto da Jana Jacuka dedicato all'esplorazione della voce attraverso pratiche vocali non convenzionali, e Move Like You Mean It, workshop per ragazze e ragazzi dai 12 ai 17 anni curato da Jacopo Jenna e SLY, tra improvvisazione, composizione e street dance.

Gender Bender e la notte di Halloween

Anche la notte del 31 ottobre trova spazio all'interno del festival con Da Paura! Halloween Party, un appuntamento che porta il linguaggio di Gender Bender nella dimensione del party.

La serata vedrà la partecipazione speciale di Ménage à Trash, la musica di Sor Braciola e Sebach, le performance del Gaga Night Show e gli interventi di Met con I cessi dell'orrore. Un Halloween party che si inserisce nel programma del festival mantenendo quella contaminazione tra performance, musica e cultura queer che attraversa l'intera manifestazione.

Gender Bender 2026: Bologna diventa uno spazio da abitare

Per dieci giorni, Gender Bender 2026 porta il pubblico in teatri, cinema, musei, spazi culturali e luoghi non convenzionali della città. Una geografia diffusa che riflette la natura stessa del festival: non un unico palcoscenico, ma una rete di luoghi e linguaggi in cui incontrarsi, osservare, partecipare e lasciarsi sorprendere.

Dalla danza al cinema, dalle performance ai workshop, dagli incontri ai party, la 24ª edizione costruisce un programma che mette al centro il corpo e la possibilità di guardarlo da prospettive sempre diverse.

Dal 29 ottobre al 7 novembre, Bologna torna quindi a essere Gender Bender: un festival che invita a esserci, tante e diversi, e a vivere l'arte come uno spazio realmente comune.

I biglietti per gli spettacoli e le proiezioni del festival sono disponibili anche attraverso TicketSms, mentre incontri e workshop prevedono modalità di partecipazione specifiche.

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