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L’Adriatic Sound Festival torna a riscrivere il concetto di festival elettronico in Italia. Dopo un debutto che ha immediatamente affermato l’evento come nuova bussola della club culture nazionale, l’edizione 2026 si presenta ancora più ambiziosa, più simbolica, più potente.

Born on Ancient Roman Grounds. Rising Beyond Time.
È da questo immaginario che prende vita il secondo capitolo:
Chapter II – The Axis Mundi.

Tre giorni in cui musica, storia e ritualità contemporanea si incontrano, trasformando lo Fano Airport in un punto nevralgico, un asse simbolico che collega passato e futuro.
L’appuntamento è per il 12, 13 e 14 giugno 2026: tre date che promettono di diventare un nuovo riferimento internazionale.

Una line up come non l'hai mai vista

Il primo nome rivelato per l’Adriatic Sound Festival 2026 non è solo un artista.
È un’istituzione.
Un rituale elettronico.
Una leggenda del clubbing europeo.

Il 14 giugno, il festival accoglierà COCOON, il format creato e guidato da Sven Väth, uno dei padri assoluti della techno mondiale.
Un takeover che porta sulle coste dell’Adriatico l’essenza di uno dei party più iconici di sempre: energia tribale, estetica minimale, artisti che hanno scritto la storia del genere e un approccio visionario che da oltre vent’anni affascina generazioni di clubber.

A questa conferma si aggiunge un nuovo nome di caratura internazionale: ARTBAT, duo ucraino ormai simbolo della scena elettronica contemporanea, noto per produzioni ipnotiche e set che fondono techno emotiva e groove pulsante.

Questi primi annunci danno già un’idea del mood dell’edizione 2026: un mix di linee sonore profonde e visioni creative che renderanno Adriatic Sound non solo un festival, ma un’esperienza immersiva in continuo movimento.

Un festival che sta ridefinendo la scena italiana

L’Adriatic Sound Festival non è un semplice evento: è una dichiarazione artistica.
Nato su antichi terreni romani, vive nella tensione fra storia e avanguardia, trasformando un’area unica in un crocevia di creatività e ricerca musicale.

La prima edizione ha messo in luce una direzione chiara: tecnologie immersive, cura maniacale dell’esperienza audio, un pubblico internazionale e un’identità estetica che strizza l’occhio ai grandi festival europei.
Il 2026 conferma e rilancia questa visione, costruendo un vero e proprio “capitolo” narrativo.

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