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In occasione di martedì grasso, giornata che segna la fine del Carnevale, vi raccontiamo le origini di questa festa. In molti sanno che il Carnevale è una festa legata al mondo cattolico e cristiano, ma le sue origini sono ancor più remote. Infatti la ricorrenza è una rivisitazione dei Saturnali dell’antica Roma o delle feste dionisiache greche, periodo in cui era lecito liberarsi dagli obblighi lavorativi e lasciarsi andare allo scherzo e al gioco, mascherandosi per eliminare in queste giornate le differenze sociali.

Le origini del nome

Il nome deriva dal latino e significa letteralmente “eliminare la carne“ . Nella giornata di martedì grasso era solito organizzare una grande abbuffata prima del periodo di astinenza e digiuno dettato dalla Quaresima. Di fatto questo era proprio l’ultimo giorno in cui si poteva mangiare carne fino alla Pasqua.

Come mai ci si maschera

Le origini dei travestimenti carnevaleschi parte dall’antico Egitto dove durante una festa in onore della dea Iside era solito mascherarsi. Questa usanza venne poi importata nell’impero Romano. In Oriente invece si svolgevano spesso cerimonie e feste in cui i partecipanti si travestivano e dei grossi carri, che rappresentavano la Luna e il Sole sfilano per le strade della città. Il travestimento era un modo di ribaltare la realtà e livellare gli ordini sociali dell’epoca, travestendosi da ciò che non si era.