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La stella della danza Carla Fracci si è spenta a Milano a 84 anni dopo una lunga malattia.

Storica étoile della Scala, il New York Times l'ha definita «la prima ballerina assoluta». Nata nell’agosto 1936 a Milano, figlia di un tramviere della linea 1, proprio quella che passa davanti al teatro milanese per eccellenza, la Scala, dove lei avrebbe costruito la sua carriera. Diplomatasi nel 1954, ne diventò presto, dopo alcuni stage internazionali, prima ballerina.

Di sé diceva orgogliosa:

Il mio approccio con la danza è stato del tutto casuale: alcuni amici dei miei genitori mi videro ballare un valzer, e quasi costrinsero i miei genitori a mandarmi alle audizioni alla scuola di danza del Teatro alla Scala. Mi ricordo la direttrice severissima che, dopo le selezioni, mi inserì nel gruppo delle ballerine da rivedere dicendo che ero molto fragile, ma avevo un bel faccino. Io ero una contadina, sono cresciuta tra i contadini, nelle campagne vicino Cremona, libera, tra molti affetti e necessità concrete. E proprio lì, ben piantate nella terra, ci sono le mie radici.

Il debutto, sul palco del Piermarini, nel 1955. Da lì tutti i più importanti teatri del mondo: il Royal Ballet, lo Stuttgart Ballet, il Royal Swedish Ballet, e dal 1967 artista ospite dell’American Ballet Theatre. Per poi tornare negli scorsi mesi alla Scala dopo 20 anni, lì dove tutto era cominciato, per preparare con due masterclass in streaming il Corpo di Ballo per Giselle, uno dei suoi ruoli più iconici.

Dopo un’ora dalla sua scomparsa arriva il messaggio di cordoglio del sovrintendente della Scala di Milano Dominique Meyer:

Il teatro, Milano, la danza perdono una figura storica, leggendaria, che ha lasciato un segno fortissimo nella nostra identità e ha dato un contributo fondamentale al prestigio della cultura italiana nel mondo. Nei mesi scorsi ho avuto il piacere di accoglierla diverse volte alla Scala dove veniva spesso e a gennaio siamo stati felicissimi di riaverla a trasmettere la sua esperienza alle giovani interpreti dell’ultima Giselle, che è stata per tutti un momento indimenticabile. La penseremo sempre con affetto e gratitudine, ricordando gli ultimi giorni passati insieme, in cui si sentiva tornata a casa.

Si unisce al ricordo il direttore del corpo di ballo scaligero Manuel Legris:

Ci lascia stupiti, in punta di piedi come Giselle, spirito che resta con noi come la sua energia mai sopita. Siamo privilegiati per aver condiviso la sua arte che è vita, leggendario modello e fonte di ispirazione di tutte le generazioni di ballerine.