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E’ ufficiale: dal governo olandese arriva il via libera per di consentire a 3.500 ospiti di assistere in presenza all'Eurovision Song Contest, che si svolgerà a Rotterdam dal 18 al 22 maggio. L’evento seguirà un protocollo molto rigido: la Ahoy Arena sarà riempita solo per metà e gli spettatori potranno partecipare esclusivamente assolvendo l’obbligo di presentare un test negativo e rispettare il distanziamento sociale.

La manifestazione sarà una sorta di "esperimento sul campo" - sulla stessa linea dei test di questo tipo già condotti in precedenza - che avrà lo scopo di studiare come in futuro eventi di questa portata potrebbero svolgersi in presenza di un pubblico, nel pieno rispetto delle normative governative per il contrasto della diffusione da Covid-19. L'Ebu (Unione europea di radiodiffusione), organizzatrice della manifestazione, "accoglie con favore la decisione del governo olandese". Le nazioni partecipanti all'Eurovision Song Contest sono cinquantadue da quando il festival è cominciato nel 1956. Di queste, venticinque hanno vinto almeno una volta la competizione annuale, in uno dei tanti paesi dell'UER.

Quest’anno a rappresentare l'Italia sul palco ci saranno i Maneskin, neo vincitori del Festival di San Remo con l’amatissimo brano “Zitti e buoni”,  di cui hanno censurato le parolacce per attenersi al regolamento. Non sono mancate le polemiche, che hanno accusato la band romana di incoerenza per aver accettato di rispettare quelle norme sociali che tanto sembrava disprezzare. Damiano, voce e membro più carismatico della band, ha riposto: “Il messaggio della canzone è una cosa molto più ampia di “caz*o” e “coglio*i”, quindi cambiare quelle parole non cambia il significato. (...) Non ci ha fatto piacere cambiare il testo per partecipare all’Eurovision, ma c’è una questione di buon senso: abbiamo pensato che era meglio cancellare una parolaccia, che lascia il tempo che trova, pur di fare una cosa così importante. Siamo ribelli, non scemi”.